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Prodotti 2018-05-30T16:00:29+00:00

Barbera d’Asti
DOCG

 

Dal latino “grappolo d’uva”

Colore: rosso rubino molto intenso
impenetrabile con riflessi violacei

Profumo: colpisce per profumi molto netti di ciliegia matura e piccoli frutti rossi, etereo

Sapore: in bocca profondo, pieno, armonico con un finale lungo che mantiene la persistenza gustativa. Eccellente, equilibrato rotondo di corpo e di ottima bevebilità

Vinificazione ed affinamento: La fermentazione avviene in botti di acciaio da 70 hl ad una temperatura di 26°C. La macerazione medio‐lunga a seconda dell’annata può durare da 10 a 20 giorni per favorizzare un’ottimale estrazione delle sostanze polifenoliche. Il vino nuovo viene svinato e separato dalla vinaccia. In seguito viene favorita la fermentazione malolattica mantenendo il vino ad una temperatura di 23‐25°C.
Infine viene affinato ancora in acciaio per 6 mesi e 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Zona di produzione: Ponzano Monferrato (AL)
Vitigno: Barbera 100%
Composizione suolo: Limoso ‐ calcareo
Vigneto: Spalliera potatura Guyot esposizione sud.
Alcool svolto: 14°
Bottiglia: Bordolese da 75 cl
Annate in vendita: 2015

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Barbera d’Asti Superiore
DOCG

 

Colore: rosso rubino intenso con riflessi purpurei

Profumo: al naso è complesso, delicato con un bouquet di bacche rosse e ciliegia matura, seguito da note speziate e punte di vaniglia; al palato è pieno, ricco, elegante, con una delicata struttura dei tannini.

Sapore: ampio di buon corpo e persistenza.

Vinificazione ed affinamento: La fermentazione avviene in botti da 70 hl in acciaio ad una temperatura di 26°C ed una temperatura di 30‐32°C a fine fermentazione per favorire l’estrazione della materia colorante e delle sostanze polifenoliche in generale. La macerazione dura fino a 30 giorni.
In seguito viene svinato e viene messo in barriques francesi dove viene effettuato un affinamento su fecce fini per migliorarne il corpo e la struttura e dove il vino resta dai 12 ai 15 mesi.
Infine imbottigliato, resta ancora 1 anno in bottiglia prima della commercializzazione.

Zona di produzione: Ponzano Monferrato (AL)
Vitigno: Barbera 100%
Composizione suolo: Limoso ‐ calcareo
Vigneto: Spalliera potatura Guyot esposizione sud.
Alcool svolto: 14,5°
Bottiglia: Bordolese nobile 75cl.
Annata in vendita: 2013

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Grignolino del Monferrato Casalese
DOC

 

Colore: rosso rubino tenue con riflessi
che con il tempo tendono all’aranciato.

Profumo: delicato con note fruttate di sottobosco.

Sapore: ricco di personalità, asciutto e corposo; al naso spiccano note speziate, sentori di rosa canina e viola.

Abbinamenti: si abbina facilmente ad antipasti, formaggi (soprattutto caprini), pesce azzurro e carni bianche. Le sue caratteristiche fanno sì che sia perfetto per accompagnare anche i sapori e gli aromi delicati delle cucine mediterranee ed asiatiche a base di pesce crudo e spezie.
Servito a 13°C è un perfetto aperitivo per serate importanti.

Vinificazione ed affinamento: La fermentazione delle uve avviene in botti da 70 hl di acciaio ad una temperatura di 18‐20°C. La macerazione, molto delicata, dura 4‐5 giorni.
In seguito viene svinato e posto in botte di acciaio dove viene effettuato un affinamento su fecce fini per migliorarne il corpo, la struttura e soprattutto per ammorbidirne i tannini un po’aggressivi.
Infine imbottigliato, resta ancora 2 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Zona di produzione: Ponzano Monferrato (AL)
Vigneto: spalliera potatura Guyot esposizione sud-ovest.
Composizione suolo: Limoso ‐ calcareo
Alcool svolto: 13,5°
Bottiglia: Bordolese nobile 75cl.
Annate in vendita: 2016

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Barbera

La Barbera anche chiamata il Barbera, in alcune zone d’Italia è forse il vino italiano più discusso, più bistrattato, più amato che i consumatori conoscano. La sua storia è antica e confusa e molti ne hanno scritto; sin dal 1271 quando il Bolognese Pier de Crescenzi fu nominato giudice della città di Asti ne scrisse in un suo trattato nel Liber Ruralium Commodorum (1304), di una varietà di uva grissa (grigia) con acini di colore nero non molto intenso e dalla buccia sottile, molto ricchi di mosto da cui si ricava “vinum optimum et servabile et potens valde” (vino ottimo, serbevole e molto potente). Già nel medioevo questo vitigno era molto diffuso e amato nell’Astigiano, nel Chierese, nel Monferrato ma anche nel Bolognese e in altre zone d’Italia. In gergo popolare era chiamato “vinum negrum” ,poi di seguito anche “pistapauta e scaccianebbie” (P.Monelli).

Nel susseguirsi degli anni la Barbera assumeva un nome proprio e fu osannata e portata alle glorie dei grandi vini sino al 1880 quando ebbe un crollo grazie all’eccesso di produzione , e nella guerra doganale con la Francia nel 1888, l’agguerrita produzione dei vini meridionali ne causò un calo dei prezzi sino al 30%. I coltivatori del comparto detenuto da piccoli e piccolissimi vinificatori, reagì con un aumento sempre maggiore della produzione, causando un rilevante abbattimento qualitativo.

I fasti ottocentesci furono così annullati e il Barbera ridotto a vino comune da pasto per consumatori di fascia bassa e così associata ad un immagine perdente, volgare e grossolana. Alcuni storici produttori continuarono, come nell’essere nobile di alcuni a produrre qualità, ed eccellenza, ma come in tutte le cose ignobili, speculatori annullavano queste attività spacciando il nome Barbera con ignobili e improbabili vini di altre regioni. Negli anni 60-70 del Novecento con la perseveranza di pochi produttori e con l’ausilio di personaggi grandi estimatori del vino Barbera quali: Paolo Monelli, Giovanni Brera, Mario Soldati, Luigi Veronelli, riuscirono caparbiamente a scriverne le grandi qualità e a risollevare le sorti di questo grande vino. Caratteristiche organiche: Colore rosso rubino. Il profumo è intenso, profumo di ciliegia, prugna e bacche scure, sentori di frutta sotto spirito e note speziate, talvolta floreali. Da giovane è rosso rubino potente e asprognolo, invecchiato si ammorbidisce e assume un colore granato. In cucina è un vino corposo che si accompagna bene con i piatti di carni, selvaggina e formaggi stagionati ed erborinati.

 

 

Il Grignolino

È un vitigno di origine Piemontese e la sua produzione maggiore si colloca tra Asti e il Monferrato. È un vino poco conosciuto a livello internazionale ma le sue grandi qualità lo stanno elevando tra i consumatori di nicchia con i grandi vini Italiani. È un vino da bere giovane, dal colore rosso rubino, tendente all’aranciato se invecchiato e dal profumo delicato ma persistente di ciliegia, con note fruttate e richiami sia floreali sia speziati. Il sapore è asciutto, leggermente tannico con gradevole retrogusto mandorlato. Se invecchiato diventa più morbido. Questo vino ha avuto grande notorietà e momenti di gloria perciò annoverato tra i grandi vini Italiani alla fine del 1800 con la famiglia reale italiana (Savoia) e per questo è conosciuto come il vino delle regine.

Grandi personaggi come Veronelli nel 1968 definì questo vino “Anarchico ed individualista” per sottolinearne la personalità forte ed indomabile. Altre lodi famose vennero tessute dallo scrittore Mario Soldati: “Il Grignolino, tra tutti i vini piemontesi è certamente il più delicato. Insomma non si adatta assolutamente alla brutalità del consumismo”. Scientificamente questo vino è stato testato dall’ Università di Cornell e Harvard negli U.S.A. e numerose altre conferme provenienti da tutto il mondo ci dicono che: il Grignolino è un vitigno molto ricco di tannini, più tecnicamente definibili polifenoli, sostanze altamente antiossidanti e pertanto molto utili a proteggerci da malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

Queste proprietà si trovano un po’ in tutti i vini rossi, ma sono particolarmente insistenti e marcate nelle uve di Grignolino. A molti piace con il pesce, questo vino infatti riunisce la freschezza di un novello e l’identità più definita di un vino di maggior corpo. Da alcuni è consumato come aperitivo, anche fresco, in alternativa ai vini bianchi o rosati, ed in cucina riserva piacevoli sorprese, pur restando ottimale l’abbinamento con antipasti e salumi, ma anche con piatti più elaborati, proprio per la sua capacità di “ripulire la bocca” con il suo sapore astringente. Curiosità sul nome: sicuramente il numero elevato di vinaccioli, che in dialetto locale si chiamano “Grignole”, contribuisce a dare il nome “Grignolino” a questo vino.